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Aisha

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ʿĀʾisha bint Abī Bakr, in arabo: عائشة بنت أبي بكر, detta Umm al-Muʾminīn, "Madre dei credenti" (La Mecca, 614 circa – Medina, 678), fu la figlia del primo califfo dell'Islam Abū Bakr, e successivamente la più importante (malgrado non gli desse figli) sposa del profeta Muhammad (pbsl).

Si dice che a insistere per il matrimonio fosse Khawla bt. Ḥakīm, moglie di ʿUthmān b. Maẓʿūn, che desiderava far superare al profeta il suo stato di profonda prostrazione psicologica causato dalla morte nel 619 dell'amata moglie Khadīja. La donna sollecitò quindi il matrimonio di Muhammad con la trentenne Sawda bt. Zamʿa (rimasta vedova del marito, morto in Abissinia dove s'era recato con la Piccola Egira) e, per motivi inizialmente politici, con la piccola ʿĀʾisha, figlia di sei anni del migliore amico del profeta. In ambito islamico si aggiunge che a determinare definitivamente il matrimonio con Muhammad, fu una visione del Profeta dell'angelo Gabriele che gli comandava di sposarla (anche se non ne aveva voglia).

La questione dell'età di ʿĀʾisha Modifica

Poiché ʿĀʾisha era ancora troppo giovane quando il contratto matrimoniale era stato perfezionato, il matrimonio fu consumato alcuni anni dopo, quando ʿĀʾisha avrebbe avuto nove o dieci anni. Nell'attesa, Muhammad l'avrebbe fatta giocare con le bambole che aveva portato con sé. Questo matrimonio del Profeta non portò figli.

Secondo numerose attestazioni di diversi hadīth ʿĀʾisha aveva 6 anni in occasione del suo matrimonio formale e 9 anni al momento della prima consumazione[1] e fu con lui fino alla sua morte nel 632, mentre secondo qualche altro hadith ʿAʾisha aveva 7 anni quando contrasse il matrimonio e 10 quando lo consumò.

Secondo la maggior parte delle fonti, all'età di sei anni sarebbe stata data in sposa a Muhammad che aveva già 50 anni circa, divenendo la terza moglie e la favorita del profeta della religione islamica.[2] Una fonte la vuole invece sposata a 10 anni con consumazione a 15[3].

Vi sono comunque studiosi musulmani che sostengono che i dati riguardanti l'età di Muhammad e di ʿĀʾisha siano contraddittori e che ʿĀʾisha poteva essere d'età alquanto maggiore[4][5]. In particolare la studiosa Ruqaiyyah Waris Maqsood, incrociando diverse fonti autorevoli, giunge alla conclusione che ʿĀʾisha avesse un'età compresa tra i 14 e i 24 anni, e molto probabilmente 19 anni, al momento del matrimonio[6]. Questa ipotesi è congruente col fatto che, secondo il più antico e più autorevole biografo del profeta Muhammad, Ibn Ishaq, ʿĀʾisha era "nata nella Jahiliyya", vale a dire prima del 610[7], e che le tradizioni sull'età di 9 anni di ʿĀʾisha provengono tutte da Hisham ibn 'Urwa, sulla cui affidabilità molto si discute tra gli stessi studiosi di ḥadīth, specialmente per quelli di provenienza irachena,[8] senza trascurare il fatto che, secondo il noto storico Tabari, ʿĀʾisha sarebbe stata fidanzata addirittura prima del 610 al figlio di un capo-clan meccano, Jābir ibn al-Mut'im ibn Uday.

L'età di ʿĀʾisha costituisce un problema particolare per alcuni non-musulmani che, applicando categorie valide nei tempi più recenti, deprecano che Muhammad abbia potuto avere relazioni sessuali con una bambina. Si ricorda che fino al 1800 anche in occidente era permesso e in alcuni casi praticato lo sposare delle ragazze molto giovani e quindi che il matrimonio precoce è legato più che a una certa etnia, allo sviluppo economico e quindi sociale di una qualsiasi società (tant'è che nei paesi musulmani più progrediti questa pratica è molto minore, come in occidente). Inoltre poichè Muhammad ed Aicha non ebbero figli (che testimonierebbero al di là di ogni dubbio un rapporto sessuale 9 mesi prima del parto) nulla vieta che Muhammad può avere aspettato i 18 anni di Aicha prima di consumare il matrimonio.

In alcuni paesi vicino-orientali ed africani la distinzione tra bambine e donne è considerata la prima mestruazione, che per lo più avviene intorno ai 12 anni, e la fascia d'età dei 12-14 anni era considerata quella prevalente per la consumazione del matrimonio.

Colin Turner, professore medievalista e iranista della britannica Durham University, dichiarò che la consumazione del rapporto quando ʿĀʾisha era così giovane non era una cosa straordinaria in quell'epoca ed in quella cultura. Le relazioni sessuali fra un uomo maturo e una ragazza assai giovane erano - e sarebbero tuttora - un costume diffuso fra i beduini, al pari di molte altre culture del mondo. Turner scrisse che, ad ogni modo, in numerosi testi islamici si dice che gli Arabi raggiungevano la pubertà in un'età precoce.[9]

La studiosa finlandese Hilma Granqvist lavorò nel villaggio palestinese di Arṭās negli anni venti del XX secolo e raccolse dati antropologici particolarmente rilevanti, studiando da vicino le tradizioni matrimoniali degli Arabi palestinesi, non necessariamente solo musulmani, bensì anche cristiani. Grandqvist aveva studiato le classi di età delle donne, parlando della fascia d'età di ragazze di 12-14 anni, "in età di matrimonio,"[10] identificata con l'espressione araba miǧwiz(i) o ʿezz ǧizte, parlando inoltre di quelle ragazze che "hanno un bimbo in grembo senza essere completamente sviluppate [fisicamente]":[11] segno evidente dell'età estremamente precoce in cui si tendeva a consumare il matrimonio.

La rivalità con ʿAlī Modifica

Dotata di carattere impulsivo, che non temeva neppure il confronto con Muhammad, quando questi si mostrava nella sua semplice veste di marito, ʿĀʾisha aveva un pessimo rapporto con ʿAlī ibn Abī Ṭālib, cugino di Muhammad. Il tutto viene fatto risalire a un episodio che li vide entrambi attori.
Nel corso di un trasferimento in carovana lungo un tracciato che si dipanava in ambiente desertico, la moglie di Muhammad - ancora giovinetta - si era attardata per una banale necessità fisiologica, perdendo tempo nella ricerca dei grani di una collana il cui filo le si era in quell'occasione spezzato.
Senza accorgersi della sua assenza (le donne viaggiavano al chiuso di baldacchini issati sul dorso di un dromedario) la carovana era però ripartita e ʿĀʾisha fu salvata da morte sicura solo dal provvido intervento di un giovane beduino che la riportò al marito diversi giorni dopo. Il fatto che i due giovani fossero stati insieme senza alcun controllo per tanto tempo e l'avvenenza di entrambi generarono ovvie malignità. ʿAlī suggerì allora al cugino che ripudiasse la moglie, per evitare di essere danneggiato da quei sospetti, ma Muhammad disse di aver interpellato mentalmente l'Arcangelo Gabriele che assolse la moglie del Profeta da qualsiasi sospetto di possibile adulterio. Da qui, però, il rancore della donna e la sua indomita avversione per il cugino del marito.[12]

ʿĀʾisha partecipò alla ribellione contro ʿAlī ibn Abī Ṭālib insieme a due dei principali Compagni della prima ora di Muhammad, Talha ibn ʿUbayd Allāh e al-Zubayr ibn al-ʿAwwām che furono però sconfitti dal califfo nella cosiddetta Battaglia del Cammello. Malgrado tutto ʿAlī non volle maltrattare la vedova del cugino e le fece avere una pensione, pur costringendola di fatto a vivere per il resto della sua vita lontano dalla vita pubblica, nella virtuale "prigionia" dorata della casa di Muhammad, luogo anche della sepoltura del Profeta.

Vecchiaia Modifica

Muhammad morì a 62 anni, quando ʿĀʾisha avrebbe avuto, secondo la tradizione prevalente, 18 anni. Fu sepolto nella camera di ʿĀʾisha, all'interno della sua stanza, su cui fu eretta presto la Moschea del Profeta. Al momento della morte di ʿĀʾisha (che avrebbe avuto la medesima età del marito al momento della morte), un sacello fu posto accanto a quello del marito. Esso è però vuoto, essendo stato il corpo della moglie inumato nel cimitero medinese di al-Baqīʿ al-Gharqad.[13] Poiché ʿĀʾisha visse a lungo dopo il decesso di Muhammad, ella divenne una figura di enorme rilievo per quanto riguarda la tradizione orale relativa alla vita privata del Profeta. Per la sua conoscenza, derivatale dalla frequentazione assidua del marito dal 622 in poi, ʿĀʾisha fu considerata un fondamentale punto di riferimento per le successive generazioni di musulmani. Suo tramite privilegiato fu il nipote ʿUrwa ibn al-Zubayr, che ascoltò dalla viva voce della zia quanto ella aveva memorizzato dei detti del marito. Si dice che "quelli della panca" (cioè i disoccupati che soggiornavano stabilmente dentro o presso la moschea del Profeta a Medina) sin da quando Aicha fu la moglie del Profeta, stessero di fronte alla stanza di Aisha e da questo gruppo iniziò il movimento Sufi, il misticismo islamico.

Note Modifica

  1. Ṣaḥīḥ di Bukhari, Vol. 5, Libro 58, numeri 234 [1] e 236 [2], Volume 7, Libro 62, Numeri 64 [3], 65 [4] e 88 [5]), Ṣaḥīḥ di Muslim, Libro 8, Numeri 3309 [6], 3310 [7] e 3311 [8]), Sunan di Abu Dawud al-Sijistani, Vol. 2, n. 2116, Libro 41, n. 4915 [9], 4916 [10] e 4917 [11], Sunan di Nasāʾī, 1, # 18, p. 108, Sunan di Ibn Māja, 3:1876, p. 133 e 3:1877 p. 134, al-Tabari, Taʾrīkh al-rusul wa l-mulūk, vol. 9, pp. 129-131 e vol. 7, p. 7 dell'edizione curata da Ihsān ʿAbbās per la SUNY Press di Albany (NY), Mishkat al-masabīh, Vol. 2, p. 77.
  2. William Montgomery Watt, s.v. «Aisha», Encyclopedia of Islam Online
  3. Abdul Wahid Hamid, I Compagni del Profeta, vol. I, Edizioni Al Hikma, cap. 30, p. 191
  4. ¿Era novia Aisha a los seis años? El viejo mito expuesto por Dr. T.O. Shanavas
  5. Faith Freedom International Italia • Leggi argomento - L'età di Aisha
  6. Roqayyah Maqsood, Aishah - A study of her age at the time of her marriage - Islamic Vision, IPCI, (1996)
  7. C. Lo Jacono, Maometto, Roma-Bari, Laterza, 2011, p. 101.
  8. Ibn Hajar al-'Asqalani, Tahdhīb al-tahdhīb, 12 voll. Ḥayderābād, Dār al-maʿārif al-ʿuthmāniyya, 1907-09, vol 11, pp. 48-51.
  9. Colin Turner, Islam: The Basics, Londra, Routledge Press, 2005, pp. 34-35.
  10. Hilma Granqvist, Marriage Conditions in a Palestinian Village, vol. II, Helsinki, Akademische Buchhandlung, 1934, p. 34.
  11. Hilma Granqvist, Child Problems among the Arabs, Helsinki, Söderstrøm, 1950, nota 216.
  12. A. Bausani, L'islam
  13. Ibn Kathīr, al-Bidāya wa al-nihāya, vol. 4, capitolo 7, p. 97.

BibliografiaModifica

  • Ibn Isḥāq/Ibn Hishām, al-Sīra al-nabawiyya (La vita del Profeta), Mustafà al-Saqqā, Ibrāhīm al-Abyārī e ʿAbd al-Hāfiz Shiblī (edd.), Il Cairo, Mustafà al-Bābī al-Halabī, 1955, 2 voll., II ed. (trad. inglese The Life of Muhammad, a cura di A. Guillaume, Oxford, Oxford University Press, 1955).
  • Ibn Sa'd, al-Ṭabaqāt al-kubrā, 8 voll. + Indici, Beirut, Dār Ṣādir, VIII, pp. 58–80
  • Ibn Hajar al-'Asqalani, Tahdhīb al-tahdhīb, 12 voll. Ḥayderābād, Dār al-maʿārif al-ʿuthmāniyya, 1907-09
  • Hilma Granqvist, Marriage Conditions in a Palestinian Village, 2 voll., Helsinki, Akademische Buchhandlung, 1934
  • Hilma Granqvist, Child Problems among the Arabs, Helsinki, Söderstrøm, 1950
  • Colin Turner, Islam: The Basics, Londra, Routledge Press, 2005
  • Roqayyah Maqsood, Aishah - A study of her age at the time of her marriage, Islamic Vision, IPCI, 1996
  • Claudio Lo Jacono, Maometto, Roma-Bari, Laterza, 2011

Collegamenti esterniModifica

https://en.wikipedia.org/wiki/Aisha

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