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Schiavitù nell'Islam

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La schiavitù nell'Islam è apparentemente legittimata da diversi passi del Corano, dalla prassi di Muhammad e dei primi musulmani, e dalla secolare tradizione islamica. Però bisogna aggiungere che Muhammad a Medina era arrivato sovrapponendosi alla precedente usanza preislamica della schiavitù e in periodo di guerra coi meccani, quindi non aveva la possibilità politica di dividere ancor più la umma con una guerra civile interna che portasse all'abolizione della schiavitù (come è successo con la guerra civile americana di Lincoln). Quindi Dio ha inserito nel santo Corano dei versetti che spingessero i fedeli singolarmente a liberare gli schiavi come atto di riscatto dei propri peccati, in modo che il processo di de-schiavizzazione fosse dolce e non brusco. Prova ed esempio di questo è che il migliore amico del Profeta (pbsl) e primo califfo Abu Bakr pagò personalmente il prezzo di numerosi schiavi e li liberò. Nel corso della sua vita a Mecca, liberò i seguenti schiavi dai loro padroni pagani:

  • Bilal Bilāl b. Rabāh
  • Abu Fakih
  • Ammār b. Yāsir
  • Āmir b. Fuhayra (Abū Fuhayra), schiavo di ʿAbd Allah ibn al-Tufayl ibn Sakhbara, fratello uterino di ʿĀʾisha.

Le schiave liberate furono invece:

  • Lubayna
  • Al-Nahdiyya
  • Umm Ubays
  • Ḥāritha bint al-Muʾammil

Si dice che per questa sua meritoria opera, spendesse tutto il suo patrimonio, ammontante all'equivalente di 40.000 dirham. Inutile aggiungere che le azioni di un califfo erano di esempio per tutta la umma islamica, che era chiamata ad imitarle. Inoltre uno degli utilizzi espressamente dichiarati nel Corano di utilizzo della zakat è proprio l'acquisto e la liberazione degli schiavi.

Ma coll'espansione islamica il califfato (come prima l'impero romano) aveva bisogno di schiavi e quindi impose l'interpretazione coranica secondo cui possono essere ridotti in schiavitù i non musulmani. Storicamente gli schiavi durante il califfato hanno mantenuto (come negli altri sistemi sociali e culturali schiavistici) un ruolo marginale nella società, mentre successivamente ha potuto prendere anche molto potere, come schiavi-soldati (che costituirono ad esempio il corpo egiziano dei Mamelucchi, che prese anche il potere in Egitto).

Nella prima fase dell'espansione islamica araba gli schiavi provenivano dalle popolazioni conquistate. La stasi delle armate di terra nell'VIII secolo non ha fermato la deportazione di schiavi che venivano razziati dai territori cristiani del sud Europa, dall'Asia centrale e soprattutto dall'Africa sub-sahariana e orientale. Tra il 650 e il 1900, il numero degli africani schiavizzati da mercanti islamici è stimabile (con larga approssimazione) tra 11-18 milioni di persone, cifra pari o superiore alle stime della ben più nota tratta atlantica "cristiana" (7-12 milioni). Nel solo periodo 1530-1780 i cristiani europei ridotti in schiavitù con scorrerie costiere e abbordaggi in mare aperto sono stimabili in 1-1,25 milioni.

In epoca contemporanea, nelle nazioni islamiche la schiavitù è gradualmente venuta meno per imposizione delle potenze occidentali, che hanno dato la possibilità ai musulmani di considerare l'interpretazione abolizionista (più autentica) del Corano invece di quella tradizionale schiavista.

Fondamenti dottrinali Modifica

Il Corano è per la liberazione progressiva degli schiavi, mentre la tradizione islamica ammette la liceità della schiavitù.[1][2] Sebbene in arabo il termine proprio indicante lo schiavo sia 'abd, nel Corano questi sono indicati con l'espressione "coloro che possiede la tua mano destra" (o equivalenti). Nel Corano si trovano molti passi che descrivono la liberazione degli schiavi come gesto pio e buono, ma complessivamente la schiavitù viene accettata e normata, in particolare la schiavitù sessuale femminile (sia delle schiave comprate da una famiglia sia delle prostitute, considerate schiave del loro protettore). Sposare una ex prostituta per toglierla dalla strada e dare a un uomo la dote da dare a una prostituta perchè si sposi sono considerate buone azioni. E' considerato deplorevole per un padrone di schiava farla prostituire se lei non vuole (e se è obbligata Dio la perdona, dice il Corano), ma se lei vuole e c'è bisogno di denaro è lecito. Per finire è evidente che, se Dio nel santo Corano è per una progressiva liberazione degli schiavi, allora non vi è dubbio che negli stati in cui la situazione economica e di pace militare è tale da permettere che tutti siano cittadini liberi Dio non solo permette, ma rende obbligatorio il vietare la schiavitù. Inoltre per semplificare è chiaro che Dio nel Corano spinge i musulmani (in qualsiasi situazione: guerra o pace, crisi o abbondanza) a lottare permanentemente perché si arrivi o si torni ad una situazione di schiavitù inesistente, legalmente e sostanzialmente.

Schiavitù nel CoranoModifica

« La carità consiste [...] nel dare, dei propri beni, per amore suo, ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti diseredati, ai mendicanti e per liberare gli schiavi »

Corano 2,177

« Non sposate le [donne] associatrici [politeiste], finché non avranno creduto, ché certamente una schiava credente è meglio di una associatrice, anche se questa vi piace. E non date spose agli associatori, finché non avranno creduto, ché, certamente, uno schiavo credente è meglio di un associatore, anche se questi vi piace »

Corano 2,221

« Vi sono vietate [...] e tra tutte le donne, quelle maritate, a meno che non siano vostre schiave »

Corano 4,23-24

« Siate buoni con i genitori, i parenti, gli orfani, i poveri, i vicini vostri parenti e coloro che vi sono estranei, il compagno che vi sta accanto, il viandante e chi è schiavo in vostro possesso »

Corano 4,36

« Il credente non deve uccidere il credente, se non per errore. Chi, involontariamente, uccide un credente, affranchi uno schiavo credente e versi alla famiglia [della vittima] il prezzo del sangue, a meno che essa non vi rinunci caritatevolmente. Se il morto, seppur credente, apparteneva a gente vostra nemica, venga affrancato uno schiavo credente. Se apparteneva a gente con la quale avete stipulato un patto, venga versato il prezzo del sangue alla [sua] famiglia e si affranchi uno schiavo credente. E chi non ne ha i mezzi, digiuni due mesi consecutivi per dimostrare il pentimento davanti ad Allah »

Corano 4,92

« Allah non vi punirà per un'avventatezza nei vostri giuramenti, ma vi punirà per i giuramenti che avete ponderato. L'espiazione consisterà nel nutrire dieci poveri con il cibo consueto con cui nutrite la vostra famiglia, o nel vestirli, o nel liberare uno schiavo »

Corano 5,89

« Le elemosine sono per i bisognosi, per i poveri, per quelli incaricati di raccoglierle, per quelli di cui bisogna conquistarsi i cuori, per il riscatto degli schiavi, per quelli pesantemente indebitati, per [la lotta sul] sentiero di Allah e per il viandante »

Corano 9,60

« Allah ha favorito alcuni di voi, al di sopra di altri, nelle risorse materiali. Coloro che sono stati favoriti, le divideranno forse con i loro servi, sì da renderli [a loro] uguali? Negherebbero a tal punto la benevolenza di Allah? »

Corano 16,71

« Prospereranno i credenti [...] e che si mantengono casti, eccetto con le loro spose e con schiave che possiedono - e in questo non sono biasimevoli »

Corano 23,1-6, cf. anche 70,30

« Ai vostri schiavi, che ve lo chiedano, concedete l'affrancamento contrattuale, se sapete che in essi c'è del bene, e date loro parte dei beni che Allah ha dato a voi. Per brama dei beni di questa vita, non costringete a prostituirsi le vostre schiave se vogliono mantenersi caste. E se vi sono costrette, ebbene a causa di tale costrizione Allah concederà il suo perdono e la sua misericordia »

Corano 24,33

« Da voi stessi, trae una similitudine: ci sono, tra gli schiavi che possedete, alcuni che fate vostri soci, alla pari, in ciò che Allah vi ha concesso? Li temete forse quanto vi temete [a vicenda]? Così esplicitiamo i Nostri segni per coloro che ragionano »

Corano 30,28

« O Profeta, ti abbiamo reso lecite le spose alle quali hai versato il dono nuziale, le schiave che possiedi che Allah ti ha dato dal bottino [...] »

Corano 33,50

« Coloro che paragonano le loro mogli alla schiena delle loro madri [cioè le ripudiano sessualmente giudicandole intoccabili] e poi si pentono di quello che hanno detto, liberino uno schiavo prima di riprendere i rapporti coniugali »

Corano 58,3

« E chi ti farà comprendere cos'è la via ascendente? È riscattare uno schiavo, o nutrire, in un giorno di carestia, un parente orfano o un povero prostrato [...] »

Corano 90,12 ss

Note Modifica

  1. Voce "Abd" in (1986). Encyclopaedia of Islam. New Edition. Leiden: Brill, vol. 1, p. 24 ss, online.
  2. Levy, R. (1957). The Social Structure of Islam. Londra, New York: Cambridge University Press, anteprima.

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